Fernanda Ferraresso: Migratorie non sono le vie degli uccelli

MIGRATORIE NON SONO LE VIE DEGLI UCCELLI
(Il ponte del sale, 2009)

ferraresso[1]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Stavamo insieme in mezzo
a quell’acqua in quella città di suoni ricorrenti tra canali e lagune.
Il tocco delle pietre sotto i piedi scalzi e scalzo
il tempo aveva steso damaschi
la sua lievissima sostanza
una camera adeguata al nostro essere insieme
l’uno nell’altra due passi.

E una voglia

matta nelle mani nella bocca nelle gambe nella pancia.
Ci spingeva
avanti lungo i canali
strusciando i muri per spogliarci.
Noi facevamo l’amore
interi e intatti
dentro il lampione dell’ombra
esatti nell’arco della notte.

Fino all’alba fino all’orlo: solo una linea.

***

Non ho avuto sorelle
Non ho avuto fratelli
Mia madre mi ha lasciato tre volte in questa vita
prima di abitarmi
Anche nel padre lo stesso segno mi ha invaso.
Ho avuto tre figli e tanti
tanti altri che non lo erano
hanno scritto in me
le pagine anagrafiche
di una vera parentela
che si allarga trovando gli anelli
di innumerevoli matrimoni maternità
paternità e sorellanza
che indosso in tutto il corpo
come gli anelli di una spina
vertebra candida e sonora
che finalmente mi regge.

***

Cristo che mi stai dentro in questo incrocio
dosso del percorso fatto di nervi e passioni
addosso come il fiato nei polmoni
e sangue che ristagna l’alleanza con un cielo indigesto
di storie eretiche e s/consacrate comunioni
non riesco a pregarti se non quando mi piego
alla paura del tanto che non so.
A volte è la fronte che sollevo così in alto da perderti
tra le torri di formiche e pensieri così somiglianti
alle tante religioni di cui mi confesso testimone.
Tu sempre così l o n t a n a m e n t e prossimo.

***
 

Leonor Fini,  Le Bout du Monde

Leonor Fini, Le Bout du Monde

 ***

Ottantaquattro colori diversi: una scatola di matite.
Ho tanta voglia di una freccia che smidolli l’arco e l’arciere
che mi rovesci il cielo dentro il bicchiere
in questa terrina e dentro questo palmo dove contengo l’infinita sete.
Acquarelli le mie gioie
acque tessute da un perpetuo movimento.

***

Prima del gelo
prima della neve
ero stata come al solito
nel bosco tra le case
un parco luogo dell’incontro.
Ci andavo da mesi
tutti i giorni con il cane
avanti a me di due passi
sui riflessi degli odori le erbe appena piegate
segnate dal passaggio di qualcuno. Guardavo
in alto verso il colore sempre
più denso sempre più cupo
crepitante verso il giallo e il rosso
un incendio di mille fiamme tra quei rami rassegnati.
Poco oltre i tigli, oltre l’indifferenza dei cedri argentati
vecchissimi e straziati dalla processionaria
una colonia di pioppi svettanti
sempre piegati secondo l’onda e le maree del vento

avevano perso le parole

foglia dopo foglia

a terra marcite pesanti.

Non c’era più aria in quel loro versarsi
sopra di me che li ascoltavo silenziosa
in caccia di una virgola di un nodo di aste
di qualche leggerissima piuma
di una vertebra sonora.

Nulla.

Solo uno starsene scheletriti
immobili pennini senza storie e vocaboli
con la voce schiantata sulla barriera d’altro suono
d’altro suolo
finché non c’ero.

***

I miei murati vivi
i miei minatori d’anima
senza gli artigli graffiano nel sangue
più duro nella vena dell’antica montagna degli incanti.
Magma rappreso rosso scosso
annegatosi alla vista.
Battito uguale al braccio
respiro che ventricola nell’antro
un sole
spremuto, scaraventa nel sasso lo spaccato
l’enciclopedia del tempo, la stessa sua ceppaia.
Vecchia luce spessa
millenni di rocce la mia casa
scandisce i millimetri d’osso
misura i grammi d’ora:
me.

Leonor Fini,  Volens Nolens

Leonor Fini, Volens Nolens

Edito a cura dell’Associazione per la Poesia Il Ponte del Sale di Rovigo – Marco Munaro direttore, sobri e gradevolissimi volumi, pochi selezionati nomi tra i quali Anna Maria Farabbi, Sebastiano Aglieco, lo stesso Marco Munaro e adesso lei – il libro di Fernanda Ferraresso mi è risultato gradito sin dal titolo. Non fosse altro perché questo ha immediatamente evocato in me l’immagine delle “mie” saline, quelle di Trapani e Marsala, da sempre felici aree di sosta lungo le millenarie rotte migratorie di svariate specie di volatili, gli avvenenti fenicotteri rosa tra essi.
Ho letto la pubblicazione d’un fiato; d’altronde sono poco più di sessanta testi, perlopiù brevi, per una ottantina di pagine. Ogni cosa in essa trae origine dalla sua Weltanschauung:
Batto il ferro caldo: E la scrittura? È
Realizzo, benché il minimo dubbio non mi avesse nemmeno per un attimo sfiorato, di essere in procinto di avventurarmi su un territorio umano e letterario articolato, eppure oltremodo interessante e vivace.
Spulcio fra i miei appunti: un ibrido di recensione, intervista, materiale d’archivio.
Difficile da credere e nondimeno si tratta di un lavoro di esordio. Da rimarcare tuttavia, ad onor del vero, che esso arriva dopo anni di letture e di studi, di assidua frequentazione di quegli autori che, lungo le strade della letteratura, E di certo a seguito di un travagliato processo nel quale la parola e lei si sono vicendevolmente sedotte e le due sono divenute complici e amiche.
Le tre sezioni, l’assenza dei titoli, i canti d’amore, il termine parola/parole ricorrente, l’universo baluginante di luna, stelle, meteore, sole, comete, costellazione, il bando di ogni volgarità … sono fra gli aspetti salienti di quest’opera, ma la nota estetica che più la caratterizza, che è doveroso rilevare, attiene agli esiti e alle soluzioni tecnico-grafiche che vi corrispondono.

Parole e/o pezzi di esse scritte in corsivo, fra parentesi, separate da trattino, apostrofate, spaziate. E giacché gli esempi valgono più di qualsivoglia dissertazione: ca’valli, imp(r)udente, ans(i)a, accor(d)ato, effusioni, sen(n)o, l’o-l’io, gua(r)dare, infilato, me-te-o … a t t r a v e r s a n d o, o r i o n e, a r o m a, i n c h i o s t r o, f a r f a l l e, che così raffigurate sembra proprio che battano le ali e volino.
Esiti e soluzioni gli uni non disgiunti dalle altre, connessi alla formazione personale e professionale, “provocati” dal gusto.
Lo speciale carattere, la collocazione privilegiata, il risalto rispetto ad altre parole … Solo abili sviluppi grafici? Solo smania di novità e riforme? Solo, in tema ornitologico, specchietti per le allodole?
Fernanda Ferraresso è animo libero, è ingegno cosciente della propria concezione visionaria della scrittura, è artista impegnata a promuovere la propria parola che
E dunque perché, esiti e soluzioni, non funzionali alla urgenza di palesare significati altri, di esasperare la molteplicità a vario modo insita nella parola, in buona sostanza di liberare le parole ?
Le cose del quotidiano nostro vivere sono assai più sfaccettate di quanto a prima vista possono sembrare: sono quelle e al contempo, in più finiti segmenti al proprio interno, nei toni e nelle sfumature in cui tramite le parole, ogniqualvolta le nominiamo, noi torniamo a dare loro la vita, ne sottendono altre.
E del resto l’essere umano, che quelle cose e quelle parole concepisce, al pari della società che lo esprime, non è un monolite e dentro di sé alimenta altre, enigmatiche, ambigue, opposte o comunque diverse, facce: un po’ l’uno, nessuno, centomila di pirandelliana memoria.
[…]
Marco Scalabrino (2009)

L’intera recensione è disponibile su:
http://cartesensibili.wordpress.com/2009/06/13/migratorie-non-sono-le-vie-degli-uccelli-lettura-di-marco-scalabrino/

Consiglio anche la recensione di Maria Pina Ciancio:
http://lucaniartmondo.blogspot.com/

17 Comments on "Fernanda Ferraresso: Migratorie non sono le vie degli uccelli"

  1. Un libro di grande spessore e respiro, caratterizzato da una scrittura viva e vibrante che si fa materica, ricca di rimandi. Disegna la mappa di una città/corpo brulicante e sensuale incisa sulla pelle, che si fa anche terra/ventre di radici inestirpabili o dal tempo dissossate:

    Vecchia luce spessa
    millenni di rocce la mia casa
    scandisce i millimetri d’osso
    misura i grammi d’ora:
    me.

    Grazie Fernanda.
    Abele

  2. Grazie Abele, davvero un’ospitalità magnifica la tua e la scelta dei testi assolutamente condivisa. Te ne sono davvero riconoscente. Un grande grazie e un abbraccio.
    Tutto ciò che sta nel bianco, in quella pagina non scritta e che tu sai, è l’incontro, la presenza anche nella distanza, vasta, per accogliere di entrambi e di altri ancora, tutti i colori.
    GRAZIE ferni

  3. ma che belle!
    davvero le ho letto con la gioia di chi apre una scatola sorprendente di matite.
    mi piace molto come conduci il verso
    come sai rendere tangibile sensibile il paesaggio interiore ed esteriore, come sai coinvolgere il lettore.
    ma le rileggerò con calma
    Molto bella anche la recensione di Marco Scalabrino.

    ciao

  4. qui a neobar c’è sempre un sottile amabile gusto nel venire a leggere
    scoprire qui queste foglie parole di fernanda ferraresso che avevo qualche altra piccola volta sbirciato in altri blog è stato coinvolgente

    sono rimasto affascinato dalla cura e dalla fluidità delle lettere
    dal loro sommesso bussrae alle porte del cuore
    e dalla leggera brezza che hanno lasciato sulla pelle
    emozioni
    poesia
    grazie

    c.

  5. Ringrazio Margherita e Carmine per l’attenzione rivolta ai testi qui pubblicati, per la lettura emotiva che mi offrono e la partecipazione dimostrata. Un saluto ad Abele.
    Alla prossima,ferni

  6. stefania crozzoletti | settembre 25, 2009 at 12:51 | Rispondi

    ….
    Ho avuto tre figli e tanti
    tanti altri che non lo erano
    hanno scritto in me
    le pagine anagrafiche
    di una vera parentela
    che si allarga trovando gli anelli
    di innumerevoli matrimoni maternità
    paternità e sorellanza
    che indosso in tutto il corpo
    come gli anelli di una spina
    vertebra candida e sonora
    che finalmente mi regge.

    “matrimoni maternità paternità e sorellanza” è un mantra che ti culla, me lo sono ripetuto più volte… sono versi molto belli (tutti, ma questi mi hanno colpita in modo particolare). I miei più sinceri complimenti.
    Stefania

  7. Grazie Stefania, siamo quasi conterranee vedo.
    Sono passata a leggere i tuoi testi : li trovo di una limpidezza che disarma chi pensa che si possa confondere con ritmi e lavori e false mete chi tiene occhi mente e cuore aperti. Grazie,fernanda

  8. Autentico splendore, cara Ferni.
    La tua scrittura è originale, le parole scandite a ritmo serrato irradiano il cuore. E il rapporto simbiotico col colore è l’aspetto più alto, ché descrivere emozioni, stati d’animo, incantamenti e oscurità – vuol dire espressione letteraria dipinta a mano.
    Un connubio eccezionale. Una sensibilità adorabile, anche perché sei dolcissima…
    Felice di averti letta:-)))

    Ninì

  9. Grazie, grazie, sono davvero lieta per queste letture. Ringrazio ancora Abele che ospita il libro e ha esosto qualche testo nella vetrina del suo blog.
    Grazie della lettura, trovo che sia il baratto migliore tra chi scrive e poi si fa a sua volta lettore del suo lettore. Grazie,fernanda

  10. Versi molto concreti: sembrano scolpiti nella pietra per la loro pregnante matericità. E’ molto femminile questa poesia che non ha vuoti, che si offre interamente al lettore proponendo un mondo di suggestioni poliedriche che abbracciano e coinvolgono a tutto-tondo chi si avventuri in esso. Colori forti, amore profondo per la natura, afflato col respiro del tutto che ogni cosa affratella ed unisce come in una linea senza fine, senza con-fine, non migratoria né sinusoidale, ma stabile, ferma.

    Brava Fernanda!

    Rosaria Di Donato

  11. Un grande grazie a Rosaria: sei sempre molto generosa e calorosa la tua lettura. un abbraccio forte.f

  12. Fernanda Ferraresso, belle le poesie. Ci sono arrivato seguendo le tracce di quelle interessantissime elaborazioni fotografiche che presumo abbia realizzato tu. Fabrizio.

  13. Grazie, Fabrizio per la lettura e la critica favorevole.Non so a quale elaborazioni fotografiche tu ti riferisca. Tutto ciò che appare nel mio blog personale o nell’altro che curo per il Ponte del sale, lascio esposto il nome dell’autore o quanto meno rintracciabile il sito da cui l’ho esportato (quando non so a chi appartenga). Fammi saper, sarò felice di dare una risposta più esauriente.fernanda

  14. Per Fabrizio-
    PS: Ho visitato il sito della casa editrice e sono rimasta sorpresa dei costi (incredibile) e della scelta di autori. Ho trovato anche un componente del gruppo del Ponte del Sale, Pasquale Di Palmo, dunque quasi era scritto che ci si incontrasse. Lascio il link di Cartesensibili così magari ci si può ulteriormente incrociare, ringrazio Abele per questa possibilità aperta dal suo blog

    http://cartesensibili.wordpress.com

    Mi farebbe altresì piacere inviarti una copia del libro che qui è stato così generosamente ospitato, come una presentazione quando due s’incontrano.
    Per l’invio userò l’indirizzo della casa editrice. A presto, spero, fernanda

  15. Grazie anche da parte mia a Fabrizio e buona domenica a tutti e due.
    Abele

  16. Grazie, ricambio l’augurio.f

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